Giuseppe Martucci

Giuseppe Martucci, tra i più insigni musicisti d'Italia, nacque a Capua il 6 Gennaio 1856 e morì a Napoli il 1 Giugno 1909.

Dotato di un eccezionale talento musicale, ricevette una solida preparazione al Conservatorio di Napoli dove studiò con Beniamino Cesi e Paolo Serrao.

Insigne artista e uomo di cultura, Martucci operò profondamente per il rinnovamento culturale dell’Italia musicale, sia come compositore, sia come interprete e come didatta. La fama di pianista (ricevette lusinghieri apprezzamenti da parte di artisti quali Franz Liszt e Anton Rubinstein) e di direttore d’orchestra superò i confini nazionali contribuendo a conferirgli una vasta autorevolezza artistica.

Nell’intensa attività che caratterizzò la sua breve esistenza, egli sostenne con grande generosità la diffusione in Italia delle opere di autori europei a lui contemporanei quali Wagner (di cui diresse la prima italiana di Tristano e Isotta a Bologna il 2 giugno 1888), Debussy ( Prelude a l’apres-midi d’un Faune a Napoli il 1907), Richard Strauss (Morte e Trasfigurazione a Napoli il 1908).

La produzione musicale di Martucci è costituita da 84 lavori dotati di numero d’opera e da una dozzina circa senza numero d’opera. Vanno ricordati i numerosi importanti brani pianistici (Tarantella op.44, Fantasia, op. 51, Tema con Variazioni op.58, Notturni, Op. 70,Capriccio e Toccata, op. 77 e Novelletta, Op. 82), una sonata per organo e un buon numero di lavori vocali (tra cui la celebre Canzone dei ricordi), l’oratorio Samuel, le grandi pagine di musica da camera, le due Sinfonie e i due Concerti per pianoforte e orchestra. Egli fu tra i pochissimi musicisti italiani a dedicare la propria opera alla ripresa della musica strumentale italiana, cercando di fornire prestigiosi esempi in cui le istanze dei grandi musicisti romantici europei si integravano con la secolare tradizione italiana.

Arturo Toscanini manifestò verso Martucci una profonda stima sia come direttore d’orchestra sia per la sua produzione musicale: ciò è ampiamente attestato dalla presenza delle pagine sinfoniche di Martucci nei programmi di concerto del celeberrimo direttore d’orchestra parmense.

L’apertura alla produzione musicale europea, unita alla passione per la musica strumentale e per il rinnovamento musicale italiano, guidò Martucci anche nella sua alacre e feconda attività didattica. Tra i suoi allievi figurano alcune tra le figure fondamentali della musica italiana del primo Novecento: Ottorino Respighi, Guido Alberto Fano, Giovanni Anfossi, Bruno Mugellini.

Intere generazioni di musicisti si formarono durante il periodo della sua illuminata direzione del Liceo Musicale di Bologna (1886-1902) e del Conservatorio di Napoli (1902-1909), costituendo in tal modo il naturale sostrato della produzione musicale italiana del Novecento.